Uno dei punti di forza del SAFE Program è la metodologia di addestramento, specifica e mirata per la preparazione fisica e mentale alla sopravvivenza in uno scontro reale.

Poiché dalla nostra preparazione dipende la nostra sicurezza e quelli dei nostri cari, lo studio di una metodologia efficace diventa necessario, ma, purtroppo, non sufficiente.

Aristotele diceva “L’intelligenza non consiste soltanto nella conoscenza, ma anche nella capacità di applicare la conoscenza alla pratica”, cosa per niente scontata!

Come faccio ad applicare la conoscenza alla pratica nel modo più efficace possibile? In questi articoli cercheremo di rendere più agevole questo passaggio utilizzando l’approccio della cultura del perché. cioè quell’attitudine a chiedersi il perché vanno eseguiti alcuni esercizi e metodologie e come vanno eseguiti per poterne ottenere i benefici.

Facciamo un esempio concreto e supponiamo di voler apprendere le tecniche base della boxe.

Possiamo trovare numerosi articoli e video che spieghino come si esegue un jab, ma se ci limitiamo a seguire le istruzioni senza comprenderle, sarà molto difficile memorizzarle correttamente.

Se invece analizziamo ogni singolo movimento del jab e ci chiediamo “perché si fa così?”, una volta compresa la risposta quel movimento ci verrà spontaneo.

Se so che quando estendo il braccio devo tenere la spalla vicino al mento perché questa mi protegge da un eventuale contrattacco, farò molta attenzione a curare questo particolare durante l’allenamento; mentre se non lo so tenderò a farlo in modo approssimativo rischiando di memorizzare un movimento errato.

Applichiamo questo concetto al SAFE Program e poniamoci la domanda esistenziale: perché ci alleniamo?

  • Per apprendere, memorizzare e perfezionare le tecniche indispensabili per la sopravvivenza
  • Per acquisire o migliorare gli attributi, quelle abilità che permettono di eseguire le tecniche in modo efficace.

Si può subito notare che c’è una separazione in 2 sotto-obiettivi, questo perché è molto difficile lavorare su entrambi contemporaneamente: se mi concentro per lavorare al limite delle mie potenzialità ( attributi ) difficilmente riuscirò ad avere una buona concentrazione anche sulla qualità della tecnica e viceversa.

Va da se che a seconda dell’obiettivo su cui si vuole lavorare e a seconda dell’esperienza del praticante cambierà la tipologia di allenamento e anche la mentalità con cui ci si approccia ad esso.

Nel prossimo articolo vedremo le tipologie di allenamento, a cosa servono e come si eseguono.

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