Un soggetto preparato è allenato, con una buona conoscenza delle tecniche di difesa, potrebbe anche non essere in grado di gestire le emozioni, come l’ansia.

Durante un’aggressione, l’ansia se si trasforma in panico, potrebbe paralizzarci, diventando la nostra peggior nemica. Il nostro cuore schizzerà a 220 battiti per minuto, pomperà cosi velocemente che l’ossigeno al cervello sarà insufficiente, le mani tremeranno e i pensieri si deterioreranno, che tradotto, significa, smettere di pensare. Saremmo paralizzati diventando vittime passive.

Al contrario la paura riveste un ruolo essenziale nel combattimento. Sbagliato pensare di non dover aver paura. La paura prepara il corpo all’azione concentrando la circolazione sanguigna nelle braccia e nelle gambe. Si intensificano la respirazione e il battito cardiaco.

Molti sanno parecchio sull’adrenalina, ma la paura procura un altro formidabile ingrediente chimico che concorre alla nostra sopravvivenza: il cortisolo.

Il cortisolo, tra i suoi effetti, ha quello di accelerare la coagulazione del sangue in caso di ferite e tagli.

L’effetto fisiologico dell’incremento di questi due ormoni causa improvvisi deficit della vista, dell’udito, delle capacità di giudizio e del controllo psicomotorio, a meno che la mente e il corpo siano ben allenati. Imparando a riconoscere e gestire le reazioni a volte controproducenti del corpo, le vittime di aggressioni avranno una sempre maggiore lucidità: saranno perciò in grado di fare scelte consapevoli, come gridare al fuoco anziché aiuto…..

Chi vende tecniche situazionali o corsi di formazione sulla difesa personale, senza tener presente degli aspetti psicologici del combattimento e dell’aggressione violenta, commette un grave errore. Non solo sottovaluta un aspetto fondamentale della difesa ” la prevenzione” ma offre una formazione incompleta, pericolosa, non stiamo parlando del combattimento in un ambiente controllato, come quello in palestra, dove conosciamo il nostro avversario e sappiamo che le sue intenzioni non sono finalizzate a farci veramente del male. Stiamo parlando della realtà, dove il controllo non esiste, dove l’imprevisto è dietro l’angolo, dove le intenzioni dell’avversario e le sua condizioni psichiche non sono note, dove ciò che si vede e solo pura violenza, al limite della normalità e aggressività.

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