Prevenire significa attuare dei comportamenti idonei ad evitare o ridurre la probabilità che un evento negativo/minaccioso si manifesti.

Ma per far ciò bisogna essere in possesso delle giuste informazioni ed avere l’esatta  conoscenza ma soprattutto la capacità di sapersi comportare nella maniera giusta adattandosi alla variabile ambiente.

Inoltre è necessario modificare la propria attenzione mentale affinché sin da subito si possano riconoscere i segnali provenienti dall’ambiente ma soprattutto dai potenziali aggressori.

Sfruttare il nostro bagaglio di esperienza aiutandoci ad identificare e valutare serenamente situazioni analoghe che si presenteranno in futuro.

L’intuito apprende in continuazione e ci manda costantemente segnali di avvertimento per metterci in guardia di fronte a terze persone, uno diverso dall’altro in base alla situazione, per ottenere la nostra attenzione.

Segnali che sono diversi a seconda dell’urgenza e dell’intensità della situazione: quello di grado più elevato e che indica la maggior urgenza è la paura.

Seguono poi il sospetto, l’apprensione, l’esitazione il dubbio le impressioni e la curiosità.

Però come sovente accade nella maggior parte dei casi l’individuo tende a sottovalutare i suddetti segnali fallendo nel contesto più ampio che è quello della prevenzione.

E’ anche vero che non sempre l’interpretazione dell’intuito è esatta in quanto non sempre avverrà ciò che prevediamo ma siccome l’intuito reagisce sempre a qualcosa sarebbe il caso di sforzarci ad identificarlo e riconoscerlo qualora esiste.

Ci sono comportamenti che scaturiscono nell’essere umano in modo quasi automatico al fine di evitare il sorgere di un pericolo o di abbatterne la percentuale di accadimento (come per esempio la semplice azione di attraversare la strada), mentre ci sono altre tipologie di azioni che necessitano di una forma mentis differente e di un adattamento all’ambiente:

ad esempio, andare al cinema e parcheggiare l’auto in una zona illuminata e sufficientemente frequentata da altre persone.

In entrambi i casi per evitare qualsiasi pericolo si fa prevenzione comportandosi in modo tale che non si manifesti qualcosa di sgradevole.

Ma mentre nel primo è naturale guardare prima di attraversare nel secondo caso non è naturale parcheggiare l’auto nel posto più sicuro perché si pensa magari al più comodo, inficiando la prevenzione o solo perché non si conoscono alcune regole di base da attuare in concomitanza con la diversa tipologia di ambiente in cui ci si trova.

Nel contesto dello STREET SAFE PROGRAM che la S.F.Org studia e divulga,  l’importanza che si da alla prevenzione è nella misura del 98%.

Tale importanza nasce dal fatto che più conoscenza abbiamo meglio è, in quanto le variabili in un combattimento da strada sono tantissime e non tutte prevedibili, quindi non si avrà mai la certezza assoluta ma quantomeno la capacità di attenuarle.

Per questo si parla di metodo scientifico, che studia l’ambiente e lo scenario dell’aggressione, i suoi autori (uno o più), lo scopo correlato e le capacità fisiche, emotive, tecniche e tattiche della potenziale vittima.

Tra le principali diverse tipologie di aggressioni ci sono:

  • Aggressioni conseguenti a liti;
  • Aggressioni di malviventi abituali;
  • Aggressioni finalizzate a sottrarci un bene;
  • Aggressioni dirette alla nostra persona;
  • Aggressioni di teppisti in cerca di pretesti;
  • Aggressioni perpetrate in stato di alterazione psichica violenta;
  • Aggressioni di violentatori spinti da impulsi o da raptus;
  • Aggressioni in preda all’alcol o alla droga.

Dall’analisi delle suddette tipologie di aggressione possono scaturire una moltitudine di crimini:

OMICIDI VOLONTARI, LESIONI DOLOSE, FURTI, VIOLENZE SESSUALI, FURTI CON STRAPPO (scippo), RAPINE, FURTI CON DESTREZZA, FURTI IN ABITAZIONE, RAPINE IN BANCA, RAPINE IN ABITAZIONE, RAPINE IN PUBBLICA VIA, DANNEGGIAMENTI ED INCENDI DOLOSI ED ESTORSIONI.

 Ecco perché è necessario per ogni categoria correlare scopi, autori e scenari, così  indipendentemente dalla preparazione della potenziale vittima è possibile fare il primo passo che è quello di P R E V E N I R E.

Ma alla domanda di come facciamo ad avere le esatte conoscenze ed informazioni, la risposta è quella di cambiare assetto mentale e porre maggior attenzione dando il giusto peso a quello che succede nella nostra società; basti seguire i media e già possiamo attingere ad una serie di informazioni e conoscenze di come la società è cambiata dal punto di vista della sicurezza.

Pertanto l’utilizzo di dette informazioni non deve contribuire  a renderci più insicuri e succubi ma al contrario metterci nelle condizioni di essere più attenti e vigili nel quotidiano.

Però in ogni modo bisogna comunque capire che fare prevenzione non significa avere la matematica certezza di evitare ogni tipo di aggressione, ma significa aumentare la probabilità che eventi spiacevoli non si materializzano.

Ecco perché lo studio e la ricerca della S.F.Org continua con la divulgazione del patteggiamento ed del confronto in misura diversa tra loro, qualora la prevenzione non abbia avuto successo.

 

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