Ci sono due tipologie di rapina: quella in senso proprio e quella impropria.

Nel primo caso il delinquente la pianifica prima di entrare in casa scegliendosi l’obiettivo;  organizza la propria strategia dopo aver acquisito alcune informazioni sulla vittima come ad esempio orari, abitudini scegliendo il momento più opportuno per esporsi a meno rischi. Acquisite le informazioni, la rapina si consuma immaginando che in quel dato momento della giornata vi sia in casa denaro o altri valori in quantità consistente.

Invece nel secondo caso (rapina impropria) il criminale non pianifica di commettere una rapina bensì un furto che dopo la reazione della vittima si trasforma in rapina mediante minacce o violenza. Tipico esempio è quando il ladro è sorpreso in casa dai proprietari che reagiscono ostacolando i delinquenti. Può accadere che invece di desistere i ladri ricorrono alla minaccia, intimidazione grave o alla violenza.

E’ vero che l’obiettivo resta quello di impadronirsi di soldi, gioielli ed auto con cui si danno alla fuga per poi utilizzarle per commettere altre rapine clonando le targhe, però allo scopo di raggiungere quanto prima la meta prestabilita non rinunciano ad aggredire con inaudita ferocia le persone presenti proprio allo scopo di scoraggiarle nel benché minimo tentativo di reazione e farsi consegnare ogni cosa.

Non sono lontani i casi di cronaca, dove ci scappa il morto per fronteggiare il ladro oppure il proprietario di casa che sono massacrato solo per essersi trovato in casa al momento del furto.

Dando un’occhiata alla legge la stessa si rifà all’art. 52 del C.P. sulla legittima difesa che prevede la possibilità da parte del proprietario di casa o di chi ci abita di usare un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere la propria incolumità, i beni propri o altrui quando non vi è desistenza e vi è pericolo di aggressione.

Ciò non significa però che basta armarsi per sentirsi più sicuri.

Dalla lettura risulta evidente subito la parola “desistenza” e pericolo di aggressione. Concetti difficili per essere contestualizzati sotto stress e di notte quando meno te lo aspetti. Difficile capire le intenzioni dei delinquenti e molto più difficile è gestirsi sotto stress.

Si sottovaluta sempre lo stato d’animo dell’aggredito e il più delle volte non è proprio facile prendere decisioni in pochissimo tempo quando di mezzo c’è la salvaguardia della propria incolumità.

Pertanto alla domanda cosa posso fare se in casa mi trovo dei ladri pronti a tutto che mi rapinano, la nostra risposta ovvia è “PREVENIRE”.

Non si è mai pronti né tantomeno addestrati a fronteggiare questo tipo di criminalità. Lo si fa solo perché costretti e perché all’ultima spiaggia. Ecco perché sarebbe sempre meglio fare in modo di evitare prendendo alcuni accorgimenti.

Esempio:  se rientro in casa e mi accorgo di essere seguito anziché fermarmi e fare rientro, sarebbe opportuno fare un altro giro dell’isolato per sicurezza e chiamare il 112.

Delle volte possedere una macchina nuova e di un certo valore seppur pagata con notevoli sacrifici indebitandoci, fa credere magari ai ladri che possediamo qualcosa in casa. Mai sottovalutare che oltre ad essere seguiti possiamo trovarceli nascosti nei paraggi di casa e siamo proprio noi ad aprirgli la porta nonostante la stessa abitazione è piena di sistemi antintrusione.

E’ auspicabile anche una collaborazione reciproca con i vicini di casa, non solo finalizzata a dare un’occhiata in più in nostra assenza ma anche finalizzata ad allertare le forze dell’ordine qualora nel quartiere si noti qualcosa di sospetto come ad es. una macchina mai vista o degli individui che si aggirano con fare sospetto.

Molti pensano ancora che chiamando il 112 si disturba perché non sempre si è sicuri della segnalazione, ma dopotutto il segreto sta proprio nella prevenzione e nella prudenza a non abbassare mai la guardia.

Ad ogni modo durante la consumazione di una rapina l’esito cambierà in base a come è gestita dalla vittima.

I consigli sono di:

  • Non reagire, rallentando l’azione del delinquente dimostrando collaborazione;
  • Gestire la propria paura e aprire un canale comunicativo col delinquente;
  • Ridurre al necessario il contatto visivo con il rapinatore fissando invece alcuni particolari come ad esempio l’abbigliamento, l’inflessione dialettale, l’altezza, corporatura, tratti somatici, direzione di fuga ed eventuali mezzi utilizzati.

Tutti elementi utili alle forze dell’ordine per la successiva ricerca ed individuazione.

Quindi salvo che il delinquente entra in casa con lo scopo preciso di commettere la rapina, quando per una serie di circostanze ciò non avviene e lo stesso è sorpreso in casa durante un furto, la cosa molto utile da fare è quella di non sostituire la vita con qualsiasi bene materiale e quindi non esporsi a pericoli inutili, contattare subito le forze dell’ordine dandone l’allarme ed evitare nel limite del possibile il confronto fisico col delinquente perché non sapremo mai con chi avremo a che fare perché ciò ci esporrà ad una carrellata di rischi difficilmente ponderabili.

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